domenica 4 agosto 2013

Cos'è l'INCI


L'INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients) è l'elenco degli ingredienti cosmetici espresso secondo una nomenclatura standard. Dal 1997 è obbligatorio che ogni cosmetico immesso sul mercato riporti sulla confezione il proprio INCI, ovvero l'elenco degli ingredienti in esso contenuti, scritti in ordine decrescente di concentrazione al momento della loro incorporazione.
Al primo posto si indica l'ingrediente contenuto in percentuale più alta, a seguire gli altri, fino a quello contenuto in percentuale più bassa. Al di sotto dell'1% gli ingredienti possono essere indicati in ordine sparso. Gli ingredienti di derivazione vegetale che non hanno subito processi chimici sono espressi tramite il loro nome botanico latino, seguito dalla parte di essi utilizzata in lingua inglese. Ad esempio: "prunus amygdalus dulcis oil" sta per "olio di mandorle dolci".
Le sostanze che, invece, hanno subito un intervento chimico hanno un nome inglese.
Ad esempio: "sodium laureth sulfate" sta per "sodio lauriletere solfato".
I coloranti sono indicati sempre in fondo, con la sigla C.I., che sta per colour index, seguita da un numero identificativo. Fanno eccezione i coloranti per capelli, che devono sempre essere indicati col loro nome chimico inglese."
(fonte wikipedia). 


Quindi, un prodotto è tanto più naturale quanto più breve è l'elenco dei componenti e più termini in latino ci sono. Solitamente esso è riportato dietro l'etichetta del prodotto ed è fondamentale per capire cosa stiamo comprando.
Esistono molte sostanze cancerogene e potenzialmente dannose che vengono inserite in ogni sorta di prodotto, dalle creme ai detergenti viso, dagli shampoo ai balsami e così via..Oltre tutto molti danni causati da alcuni prodotti e da molte sostanze non vengono divulgati perchè ovviamente sarebbe un danno di immagine per la società incriminata.
Sostanze dannose, quali sono e quali sono gli effetti?
Esistono tantissimi tipi di sostanze ormai iscritte nelle liste della direttiva europea come cancerogene, ma comunque ancora largamente utilizzate dalla stragrande maggioranza di case. Un esempio lampante sono i petrolati, sostanze ottenute mediante la raffinazione e/o lavorazione del petrolio. I petrolati sono contenuti in molte creme e balsami, da tenere sotto controllo anche i glicol (un solvente petrolifero).
Non sono da sottovalutare neanche i siliconi che è stato dimostrato che a lungo andare favoriscono le doppie punte nei capelli e creano secchezza cutanea, la loro caratteristica fondamentale è creare un film sulla pelle o sui capelli donandogli un aspetto finto-sano, ma basta smettere di usare il cosmetico per scoprirne gli effetti indesiderati.
Altrettanto dannosi e da non dimenticare sono il sodium lauryl sulfate (SLS) e il sodium laureth sulfate (SLES), contenuti soprattutto negli shampoo, saponi liquidi, bagnoschiuma etc, tensioattivi che a lungo andare possono risultare dannosi per la pelle e in certi casi danneggiare il follicolo.



Sarebbe meglio evitare almeno queste sostanze:

- Petrolatum, paraffinum liquidum, vaselina, mineral oil: sono derivati dalla raffinazione del petrolio, inquinanti, comedogenici e inseriti recentemente dalla direttiva europea tra i cancerogeni di classe II. 

- Quasi tutte le cose che finiscono in -one, -thicone oppure -siloxane: sono siliconi. Assolutamente sintetici, non biodegradabili. Formano una patina che fa sembrare la pelle liscissima, ma non non idratano. A molte persone danno anzi problemi di disidratazione, in quanto sono ottimi solventi.
Finchè si usano va tutto apparentemente bene, ma appena si sospendono la pelle si rivela arida e disidratata. Usati nei fondotinta, possono interferire col sebo cutaneo e far coprire la pelle di squamette e pellicine. Nelle creme convenzionali non manacano mai perché con il loro effetto “plastica” fanno sembrare la pelle più compatta e distesa.

- Tutti i numeri (nell'ottanta per cento dei casi sono sostanze da pallino rosso). 
- i PEG e PPG: derivati petroliferi.
- DEA, MEA, TEA, MIPA: sostanze sintetiche.
- il CARBOMER assieme a radici quali crosspolymer o acrylate(s) o styrene o copolymer o nylon: sintetici e derivati petroliferi. 
- DMDM hydantoin, imidazolidinyl urea, diazolidinyl urea, formaldheyde, methylchloroisothiazolinone, methylisothiazolinone, sodium hydroxymethylglycinate, chlorexidine: rilascio di formaldeide. L'esposizione alla formaldeide può sfociare in un'ipersensibilità o nello sviluppo di un'allergia. A contatto con la pelle, attraverso cosmetici o tessuti, può provocare un'allergia di contatto. A forti dosi è cancerogena.
- i triclosan: molto attivo, allergenico, si accumula nel corpo e si ritrova anche nel latte materno.
- nonoxynol o poloxamer: sintetici, allergenici. 
- i glycol (solvente petrolifero).

Vi consiglio di consultare il biodizionario (www.biodizionario.it) e anche il seguente sito http://biodizionario.filaphoto.it/ ossia INCI ANALYZER che permette di inserire più ingredienti assieme ed avere un unico risultato.
I risultati possono avere vari pallini di diversi colori:
I semafori che troverete nei risultati vanno così interpretati:

vai che vai bene
accettabile
ci potrebbero essere dei problemi ma, tutto sommato si può chiudere un occhio soprattutto se il componente è alla fine degli ingredienti
qualche problema, se ne sconsiglia l'uso a meno che sia il solo componente in rosso o che sia presente in misura minore (cioè elencato alla fine della lista INCI)
inaccettabile


Spero sia di aiuto per poter iniziare a capire veramente cosa si usa nel quotidiano e di conseguenza cosa evitare assolutamente.
Angy

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